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Ventanni

1A vent’anni non puoi trascorrere la tua vita appoggiato a un legno, hai bisogno d’altro
senti lo stimolo di altre cose, c’è il sesso e il suo profumo… ci sono le donne,
l’altra faccia del pianeta.
A ventanni dimentichi e bruci in fretta.

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Umanità

Ile de la Cité, Paris, 1982.

Se fossi veramente solo tutto sarebbe più facile oltre che più triste
ma sono dentro la vita con gli altri uomini, li sento frusciarmi accanto da tutti i lati:
non li approvo, non li capisco o li capisco troppo bene,
non amo molti di loro
per la grande capacità che possiedono di sporcare e immiserire l’ambiente in cui vivono,
Blog compresi.
Ma il silenzio è divino, ammaliante e puro: un velo strappato davanti ai nostri occhi
desiderosi di sapere.

Prime note

1

Andiamo con ordine, col mio ritmo evidentemente. Il primo incontro con la musica riguarda l’infanzia e il teatro alla Scala: il primo pensiero che in qualche modo costeggiava l’amore fu dedicato ad un giovane primo violino dell’orchestra che suonava il secondo per violino e orchestra di Brahms.

Diari virtuali

1Sogno ad occhi aperti da sempre, non so bene se sia una virtù o una disgrazia.
Lo scollamento non è sempre facile da ricomporre e forse non è nemmeno utile.
Il blog mi è servito certamente,
prima della sua nascita questo compito era assolto da carta e penna,
non aveva interlocutori e appariva solo come un riflesso cangiante di un universo in continuo divenire.
Il blog non svolge ESATTAMENTE la stessa funzione:
esporsi e comunicare ti cambia dentro, toglie sicurezze ancestrali e regala al loro posto sorprendenti novità esistenziali.
E’ qualcosa di intimamente diverso, quando parliamo di diari virtuali dovremmo tenerlo presente.

Signorina

amorTutto questo tempo trascorso, questa grande fetta di vita l’ho passata apparentemente senza di lei; in verità non mi sono mai allontanato dal nido del suo cuore, dal calore, l’unico, di una storia conficcata nella testa come un chiodo il cui dolore stranamente mi ha aiutato a vivere.
Lei, signorina, è rimasta regina del tempo, della sabbia che ci legò nella nostra adolescenza, del vetro che ora deforma le nostre sembianze. Lei ha decretato la fine di tutti i miei numeri e adesso regola l’inizio dell’alfabeto.

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